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Quanto dura l'ambientamento al nido? Il valore dell'ambientamento partecipato

  • 25 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Lo sai che...quando si avvicina l'inizio del nido, una delle domande che i genitori ci rivolgono più spesso è: "Quanto dura l'ambientamento al nido?"

È una domanda comprensibile perché dietro a quelle parole si nascondono tante emozioni: il desiderio di preparare il proprio bambino nel modo migliore, la paura del distacco, la speranza che tutto proceda serenamente.

La risposta, però, è meno scontata di quanto sembri. Più che chiedersi quanto dura, forse è importante domandarsi come viene vissuto l'ambientamento.


Quanto dura davvero l'ambientamento al nido?

Nella maggior parte dei servizi educativi l'ambientamento si sviluppa nell'arco di alcune settimane, con permanenze che aumentano progressivamente giorno dopo giorno.

Esiste però un altro approccio, nato nei Paesi Scandinavi e oggi sempre più diffuso anche in Italia: l'ambientamento partecipato.

A Il Nido di Bhu-M abbiamo scelto questo modello perché crediamo che il benessere del bambino non dipenda dal numero di giorni necessari per "abituarsi", ma dalla qualità della relazione che riesce a costruire con il nuovo ambiente.

L'obiettivo non è accelerare il distacco, ma creare fin da subito una base sicura dalla quale il bambino possa iniziare ad esplorare il mondo del nido con fiducia.

Cos'è l'ambientamento partecipato?

L'ambientamento partecipato prevede che, per i primi tre giorni, il bambino frequenti il nido insieme a un proprio adulto di riferimento, che può essere la mamma, il papà o un'altra figura familiare significativa (nonna, tata, zia....

Non si tratta di una semplice presenza.

L'adulto di riferimento vive insieme al bambino tutta l'esperienza del nido:

  • l'accoglienza;

  • il gioco;

  • le esplorazioni;

  • il pranzo;

  • il cambio;

  • il momento della nanna;

  • il risveglio.

In questo modo il bambino scopre gradualmente un ambiente nuovo senza dover affrontare contemporaneamente anche la separazione dalla propria figura di riferimento.

Per le educatrici, invece, questi giorni rappresentano un tempo prezioso di osservazione: possono conoscere il bambino, comprenderne le abitudini, dialogare con la famiglia e costruire una relazione autentica fin dall'inizio.

Perché il genitore resta al nido?

Durante il periodo di ambientamento il genitore ha l'opportunità di conoscere davvero il progetto educativo, osservare il lavoro delle educatrici e vivere in prima persona le routine quotidiane.

Nasce così quella comunità educante che per noi rappresenta uno dei pilastri della crescita di ogni bambino.


Cosa succede il quarto giorno?

Dopo aver trascorso tre giornate complete al nido insieme al proprio adulto di riferimento, arriva il momento del primo saluto.

Il quarto giorno il genitore accompagna il bambino, sta con lui in sezione per 5/10 minuti , lo saluta e lascia spazio alle educatrici.


L'ambientamento è uguale per tutti?

Assolutamente no.

Ogni bambino è unico e anche con l'ambientamento partecipato ciascuno manifesta tempi, emozioni e modalità differenti.

C'è chi si lascia incuriosire immediatamente dal nuovo ambiente e chi ha bisogno di osservare più a lungo.

C'è chi cerca spesso il contatto dell'educatrice e chi preferisce esplorare in autonomia.

Per questo motivo, al Nido di Bhu-M, non osserviamo soltanto il momento del saluto, ma il benessere complessivo del bambino: come gioca, come comunica, come si lascia consolare, come costruisce nuove relazioni.

L'ambientamento non è una prova da superare, ma l'inizio di un percorso di fiducia.


Lo sguardo di Bhu-m

Per noi l'ambientamento non è il momento in cui un bambino deve imparare a stare senza mamma o papà.

È il momento in cui scopre che il suo mondo può diventare più grande senza perdere le proprie sicurezze.

Quando un bambino si sente accolto, quando un genitore si sente parte del progetto educativo e quando educatrici e famiglia iniziano a camminare nella stessa direzione, nasce qualcosa di molto più importante di un semplice inserimento.

Nasce una relazione.

Ed è proprio da quella relazione che ogni giorno può cominciare il piacere di crescere.


 
 
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