Il metodo educativo di Bhu-m: crescere con fiducia
Cosa dovrebbe trovare davvero un bambino o una bambina entrando ogni mattina al nido? Attività stimolanti, spazi belli, materiali pensati per la sua età? Certamente. Ma prima ancora dovrebbe trovare qualcosa di meno visibile e molto più importante: adulti capaci di guardarlo, conoscerlo e riconoscerlo. Dovrebbe sentire che quel luogo può diventare anche un po’ suo, che può esplorarlo senza fretta, che le sue emozioni hanno diritto di esistere e che accanto a lui ci sono persone di cui può imparare a fidarsi. È da questa idea di infanzia che nasce il metodo educativo de Il Nido di Bhu-m.

Lo sai che… prima del metodo viene lo sguardo sul bambino?
Quando si parla di metodo educativo si rischia di pensare a un insieme di attività, tecniche o regole da applicare. Per noi di Bhu-m il punto di partenza è un altro: l’idea che abbiamo del bambino.
Un bambino, anche piccolissimo, non è un contenitore da riempire di stimoli e competenze. È una persona competente in evoluzione, capace di osservare, comunicare, costruire relazioni, formulare piccole ipotesi sul mondo e cercare autonomamente il modo per verificarle.
Per questo l’adulto non deve continuamente anticiparlo. Può preparare l’ambiente, offrire opportunità, garantire sicurezza, osservare e sostenere. Ma deve anche sapersi fermare.
Perché qualche volta il gesto educativo più importante consiste proprio nel lasciare al bambino il tempo di provare.
Lo sai che… quando un bambino gioca sta facendo un lavoro serissimo?
Il progetto pedagogico di Bhu-m nasce dall’incontro tra differenti pensieri educativi. Dell’approccio montessoriano condividiamo il valore dell’autonomia e della fiducia nelle competenze del bambino; dal pensiero di Rudolf Steiner raccogliamo l’attenzione ai tempi individuali; con John Dewey riconosciamo il bambino come protagonista attivo dell’apprendimento attraverso l’esperienza. A questi riferimenti si aggiunge uno sguardo vicino alla pedagogia finlandese, che attribuisce al gioco un ruolo centrale nella crescita.
Non significa mettere insieme tanti metodi. Significa aver costruito negli anni una nostra cultura educativa, nella quale alcune parole sono diventate fondamentali: gioco, gentilezza, gioia, scoperta e cura.
Quando un bambino travasa, impila, manipola un materiale naturale, osserva un colore che cambia o ripete dieci volte lo stesso gesto, sta apprendendo la vita e se stesso.
Noi adulti possiamo vedere semplicemente un bambino che gioca. Un’educatrice che sa osservare vede molto di più: concentrazione, coordinazione, tentativi, strategie, frustrazione, curiosità, relazione e autonomia, ma anche temperamento, carattere e una persona in evoluzione.
Lo sai che… per esplorare bisogna prima sentirsi al sicuro?
Nei primi anni di vita apprendimento e sicurezza emotiva sono profondamente intrecciati. Un bambino che si sente al sicuro può allontanarsi, esplorare, tornare, chiedere aiuto e poi ripartire.
È anche per questo che a Bhu-M diamo grande valore agli attaccamenti multipli. Il bambino può avere un’educatrice di riferimento, ma cresce all’interno di un’équipe che diventa progressivamente un sistema di persone conosciute e affidabili.
Non vogliamo che il suo benessere dipenda dalla presenza di un solo adulto: vogliamo che possa costruire più relazioni significative, mantenendo naturalmente preferenze e legami individuali.
Lo sai che… al nido si ambientano anche mamma e papà?
Ci sono scelte che raccontano un progetto educativo più di molte parole. Una di queste è il nostro ambientamento partecipato.
Nei primi tre giorni il bambino vive la giornata al nido insieme a un proprio adulto di riferimento. In questo modo può conoscere gli spazi, le educatrici, il gioco, il pranzo, il cambio, la nanna e le routine quotidiane partendo dalla propria base sicura.
Ma questo tempo serve anche al genitore.
Perché al nido non si ambientano soltanto i bambini. In qualche modo si ambientano anche gli adulti.
La fiducia non dovrebbe essere richiesta alle famiglie come un atto preliminare – “lasciateci vostro figlio e fidatevi”. Crediamo debba essere costruita attraverso conoscenza, dialogo, osservazione e tempo condiviso.
Lo sai che… autonomia non significa “fai da solo”?
Essere autonomi a uno, due o tre anni non significa non avere bisogno dell’adulto. Al contrario: l’autonomia nasce all’interno di una relazione sufficientemente sicura da permettere al bambino di provare.
C’è chi vuole mangiare da solo molto presto e chi cerca ancora l’aiuto dell’adulto. Chi entra immediatamente in un’esperienza e chi prima osserva a lungo. Chi corre verso una novità e chi ha bisogno di avvicinarsi lentamente.
Non esiste un cronometro della crescita.
Rispettare i tempi non significa rinunciare ad accompagnare il bambino verso nuove competenze. Significa trovare quella distanza delicata nella quale l’adulto non fa al posto suo, ma non lo lascia nemmeno solo davanti a qualcosa che ancora non riesce ad affrontare.
Lo sai che… educatrici e genitori vedono due parti diverse dello stesso bambino?
Anche la relazione con le famiglie è parte integrante del metodo educativo Bhu-m.
Genitori ed educatrici osservano lo stesso bambino da prospettive differenti. La famiglia porta la conoscenza profonda della sua storia, delle abitudini e delle sfumature emotive; le educatrici aggiungono uno sguardo professionale e l’osservazione del bambino in un contesto sociale diverso da quello domestico.
Nessuno dei due sguardi basta da solo.
Quando dialogano può nascere una vera alleanza educativa.
Per questo non crediamo in un nido che insegna ai genitori “come si fa”. Crediamo in un luogo nel quale sia possibile confrontarsi, fare domande, raccontare dubbi e costruire insieme significati intorno alla crescita. Cioè diventare insieme una comunità educante.
Lo sguardo di Bhu-m
E allora, lo sai che… se dovessimo raccontare il metodo educativo Bhu-m con una sola immagine, forse sceglieremmo un adulto seduto a terra?
Non davanti al bambino per mostrargli continuamente dove andare.
Non dietro di lui per spingerlo.
Accanto.
Abbastanza vicino da esserci quando serve e abbastanza rispettoso da lasciargli lo spazio per scoprire ciò che può fare.
Vogliamo che Bhu-m sia un luogo nel quale i bambini possano sentirsi sicuri e, proprio grazie a quella sicurezza, avere il desiderio di andare un po’ più lontano: toccare, provare, incontrare, sbagliare, riprovare, meravigliarsi.
Perché per noi educare non significa preparare il bambino a essere qualcuno domani.
Significa riconoscere pienamente la persona che è già oggi.




