top of page

Perché la fine del nido fa piangere tante mamme

  • 5 ago
  • Tempo di lettura: 3 min

"Mi sento molto emozionata... mio figlio sta crescendo, dovrei solo essere felice, eppure piango..."

È una frase che molte mamme e molti papà si ripetono negli ultimi giorni di asilo nido. Si osservano i disegni portati a casa, si preparano le ultime fotografie, si salutano le educatrici e, quasi senza accorgersene, gli occhi si riempiono di lacrime.

Non è debolezza. Non è nostalgia fine a sé stessa. È il segno che qualcosa di importante è accaduto: una relazione educativa significativa ha lasciato un'impronta nella storia della famiglia. Anche quest'anno è arrivato il momento dei saluti...


La fine del nido non è soltanto un cambio di scuola

Il passaggio alla scuola dell'infanzia non è semplicemente un cambiamento organizzativo.

Dal punto di vista emotivo rappresenta molto di più.

Al nido un bambino vive alcune delle sue esperienze più profonde:

  • costruisce i primi legami fuori dalla famiglia;

  • scopre di poter fidarsi di altri adulti;

  • impara a stare nel gruppo rispettando i propri tempi;

  • conquista autonomie che sembravano impossibili pochi mesi prima.

Anche i genitori, spesso senza rendersene conto, compiono un percorso parallelo.

All'inizio affidano il proprio bambino con timore. Poi imparano a fidarsi. Osservano i progressi, condividono dubbi, trovano ascolto nelle educatrici.

Quando tutto questo termina, non si conclude soltanto un servizio educativo: si chiude un pezzo di vita.

Perché molte mamme si commuovono?

La psicologia dello sviluppo ci insegna che ogni passaggio importante comporta una piccola elaborazione del cambiamento.

La fine del nido racconta contemporaneamente due verità.

La prima è bellissima: il bambino è cresciuto.

La seconda può fare un po' male: quella fase non tornerà più.

È l'ultimo giorno in cui verrà preso in braccio per addormentarsi al nido.L'ultima volta in cui entrerà nella sezione che ormai conosce a memoria.L'ultima routine costruita insieme.

Le lacrime, quindi, non parlano di tristezza, ma di gratitudine.

Sono il modo con cui il nostro cervello dà valore alle esperienze significative.

Anche i bambini vivono emozioni contrastanti

Spesso immaginiamo che siano soltanto gli adulti a provare nostalgia.

In realtà anche i bambini percepiscono il cambiamento.

Possono mostrarsi felici, curiosi verso la nuova scuola e, nello stesso tempo, cercare con lo sguardo la loro educatrice preferita.

Le emozioni possono convivere.

Un bambino può essere pronto per una nuova esperienza senza smettere di voler bene a quella precedente.

Ed è proprio questa sicurezza affettiva che rende possibile affrontare nuove sfide.


Il valore di una relazione educativa autentica

Quando un nido lavora davvero sulla qualità della relazione, il saluto finale assume un significato particolare.

Le educatrici non sono semplicemente persone che "si occupano" dei bambini.

Diventano figure di riferimento capaci di offrire sicurezza, continuità, ascolto e contenimento emotivo.

Le neuroscienze ci ricordano che lo sviluppo del cervello avviene dentro relazioni affidabili e prevedibili.

Ogni sorriso accolto.Ogni pianto consolato.Ogni conquista rispettata.

Tutto questo costruisce le basi della fiducia in sé stessi.

Per questo il legame che nasce al nido continua ad accompagnare il bambino anche dopo l'ultimo giorno.

Come vivere serenamente la conclusione del percorso

Non è necessario trattenere le emozioni.

È molto più utile riconoscerle.

Può essere bello:

  • riguardare insieme le fotografie dell'anno;

  • raccontare al bambino quanto è cresciuto;

  • ringraziare le educatrici per il cammino condiviso;

  • parlare con entusiasmo della nuova scuola senza sminuire ciò che si lascia.

I bambini imparano che ogni cambiamento può essere vissuto con fiducia quando vedono gli adulti accogliere le emozioni senza averne paura.

Non serve dire: "Non piangere."

Serve poter dire:

"È normale essere emozionati quando qualcosa di bello finisce."

Lo sguardo di Bhu-m

Per noi de Il Nido di Bhu-m la fine del nido non rappresenta un addio, ma la naturale conclusione di una relazione costruita giorno dopo giorno.

Crediamo che educare significhi lasciare nei bambini un ricordo di sicurezza, rispetto e fiducia.

Ogni scelta educativa nasce dalla convinzione che il bambino sia una persona competente, capace di costruire il proprio sviluppo quando incontra adulti presenti, autentici e capaci di ascoltare.

Anche il momento dei saluti merita cura e porta con sè tante emozioni forti, anche per noi educatrici.

Perché non celebriamo semplicemente ciò che il bambino ha imparato a fare.

Celebriamo soprattutto la persona che è diventato, crescendo giorno dopo giorno insieme a noi, in tutti i singoli e anche più semplici gesti quotidiani.

E sapere che un bambino lascia il nostro nido più sicuro di sé, più curioso e più fiducioso nelle relazioni è il risultato educativo più prezioso che possiamo desiderare.

 
 
bottom of page
Aggiorna le preferenze sui cookie