Il distacco al nido... non è un trauma
- 30 mar
- Tempo di lettura: 2 min

Le lacrime al mattino fanno male. A lui o a lei…ma anche a te.
Piange. Si aggrappa.
Non vuole lasciarti.
Da una parte ti senti amato e voluto. Dall’altra ti senti in colpa…
Lo sai che... per lui quando vai via è come se sparissi?
Jean Piaget descrive la "permanenza dell'oggetto" come la capacità di capire che un oggetto continua ad esistere anche quando non si vede più.
Ma la permanenza dell'oggetto si consolida generalmente dai 18 ai 24 mesi di vita.
Lo sai che... la capacità di comprendere che un oggetto permane anche se è sparito dalla vista riguarda anche le persone e non solo gli oggetti?
Ecco che quando un adulto significativo per il bambino o bambina esce dalla stanza, il bambino o bambina può vivere la separazione come molto più "totale e definitiva" di come la viviamo noi adulti.
Ecco tre consigli per un allenamento cognitivo e emotivo che aiutano la tua bambina a creare un "ponte" tra ciò che c'è e non c'è:
-il gioco del cucù (dai 7-9 mesi di vita del tuo bambino) fa sperimentare al bambino che qualcosa può sparire; che l'assenza non significa perdita definitiva e che ciò che si ama può tornare!
-routine prevedibili ... insegnano che il mondo è ordinato e succede qualcosa che posso aspettarmi. La prevedibilità esterna diventa col tempo sicurezza interna (Lo dice anche Siegel!)
-oggetti transizionali ...non sono solo oggetti. Winnicott li descriveva come qualcosa che aiuta il bambino a stare tra il mondo rassicurante in cui è presente il genitore e il mondo in cui si sa stare da soli. E allora evviva le copertine, i pupazzi e i foulard della mamma scelti dai bambini!
Lo sai che ...la crisi di pianto al momento del distacco:
-non è un capriccio
-non è un errore tuo
-non è un fallimento
E’ attaccamento!
La tua bambina va rassicurata!
Puoi aiutarla così:
· Salutala sempre prima di andare via
· Crea un rituale per i saluti del mattino insieme a lei (se va al nido o se la lasci con la tata)
· Accogli le sue emozioni, sempre
· Fidati delle educatrici (o della tata), confrontati con loro
. Ricordati che se sei tranquilla tu, lo sarà anche lei
Non serve evitare il pianto, serve accompagnarlo.




